È andata in onda nei mesi di luglio e agosto 2018 "Due pesi Due misure", la trasmissione di Radio 24, in collaborazione con INRiM, sul mondo delle misure. Qui potete riascoltare e scaricare tutte le puntate!
"Due pesi Due misure" ci ricorda che il 2018 è l'anno ‘smisurato’: cambiano, infatti, i riferimenti per alcune misure fondamentali come il kilogrammo, la temperatura in gradi e l’ampere. Cosa significa questo cambiamento? L’obiettivo è avere dei parametri di riferimento che siano più stabili, non legati a materiali fisici alterabili. 

Chiara Albicocco e Federico Pedrocchi ci hanno accompagnato in un viaggio appassionante nel mondo delle misurazioni.

Si è conclusa anche la "caccia alla misura": grazie al contributo di voi lettori e ascoltatori abbiamo raccolto storie, immagini e aneddoti sulle misure. Tutti i contributi sono stati raccolti in questa pagina e condivisi sui canali social FaceBook e Twitter @simisura_inrim. Buona lettura!

 

Valentina Sorgato ci manda un divertente contributo sui numeri popolari: "Dicono che i numeri che usiamo in tutto il mondo provengano dal medioriente. Ma a VENEZIA ne abbiamo aggiunti degli altri, speciali". 

Il ''Do tre'' una crasi numerica utilissima per l'acquisto del pane.
 (Es. Dame do tre mantovanine).
Il ''Trecuatro'' numero massimo di spritz prima di barcollare, e si smette di tenerne il conto.
  (Es. Me so ciavà trecuatro sprisseti, so ndà in asèo)
Il ''Seteoto'' il numero perfetto per ordinare crostacei al Mercato di Rialto. 
 (Es. Ti me da seteoto gambaroni?)
I ''Do ponti e na cae'' per misurare latitudini, longitudini e ogni tipo di distanza. 
 (Es. Vara che no xe lontan, do ponti e na cae, ti xe za rivà)
La ''Diesena'' non una semplice decina, il numero varia a discrezione del venditore, la diesena è un punto di domanda tra il nove e l'undici 
 (Es. Go magnà castraure, sarà stae na diesena.)
La ''Sciantina'' o il ''Fià'' numero prossimo allo zero assoluto, per richiedere un assaggino e farsi un'idea. 
 (Es. Me basta na sciantina, de manco, eco: un fià massa'')
Il ''Massa'' è quel numero che si usa per descrivere un eccesso considerevole.
  (Es. Go bevuo massa - oppure - massa casin, n'demo casa)
La ''Sbrancada'' è la X in matematica dove per X si intende una quantità N contenuta in Y mani del venditore.
 (Es. Dame na sbrancada de quei, uno par sorte)
''N par sorte'' per descrivere due quantità uguali per due qualità differenti. 
 (Es. Damene uno par sorte, damene do par sorte, damene tre etc etc) 
La ''Sboconada'' è il numero che definisce il morso, di chi è già satollo, oppure vuole assaggiare il cibo in mano agli altri.
 (Es. Ti magni pandoro? Na sboconada - oppure - Ti vol na sboconada, vara che xe bon )

Il metro campione
Barra numero 27, realizzata nel 1889 e conservata presso il Bureau international des poids et mesures di Sèvres

Una citazione letteraria e metrologica, tratta da J.P. Sartre, La nausea, ci arriva da Titti.

"Ho parlato sorridendo: potrebbe credere che le serbo rancore. Mi sento sulla bocca questo sorriso falsissimo e mi trovo a disagio.
“Come sei sciocco! Naturalmente non ho bisogno di vederti, se è questo che vuol dire. Lo sai, non sei particolarmente gradevole per gli occhi. Io ho bisogno che tu esista, che non cambi. Tu sei come quel metro di platino che si conserva non so dove, a Parigi o nei dintorni. Non credo che nessuno abbia mai voglia di vederlo.”
“E’ qui che t’inganni.”
“Insomma, poco importa, io no di certo. Ma pure son contenta di sapere che esiste, che misura esattamente la decimilionesima parte del quarto del meridiano terrestre. Ci penso ogni volta che si prende le misure in un appartamento e che mi vendono della stoffa al metro.”
“Ah, sì?” dico freddamente.
“Ma tu sai che potrei benissimo non pensare a te che come a una virtù astratta, una specie di limite. Puoi ringraziarmi se ricordo ogni volta la tua faccia.”

Il gas ozono nell'atmosfera
Lucia scrive: "Volevo segnalare per caccia alla misura come viene misurato l'Ozono. In genere per la concentrazione dei gas in atmosfera si utilizza come unità di misura il ppm (parti per milione) o il ppb (parti per miliardo). L'Ozono è l'unica specie chimica che ha una sua unità di misura: l'unità Dobson, chiamata cosi in onore dello scienziato G.M.B. Dobson, fra i primi a studiare l'ozono atmosferico. Una unità Dobson (1 DU) corrisponde a uno spessore di 0.01 mm, quando comprimo tutta la colonna di ozono su una certa superficie portandola a 0 gradi e alla pressione normale di 1 atmosfera".
 
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direttore dell’Istituto Dinamometrico, fondato nel 1956
Gustavo Colonnetti direttore dell’Istituto Dinamometrico, fondato nel 1956
Un curioso ricordo metrologico di Emanuele: “Durante un corso del Politecnico di Torino tenuto in collaborazione con l'Istituto Metrologico Colonnetti ci fecero vedere un sofisticato manometro differenziale a mercurio. Un enorme tubo a U con non ricordo quanti kg di mercurio per misurare differenze di pressione anche piccolissime grazie ad un sistema di misura laser e prismi riflettenti. Uno strumento del genere però poteva essere utilizzato solo per pochi giorni all'anno...perché il reparto presse della Fiat distante un paio di km trasmetteva delle vibrazioni al terreno che influenzavano la misura, per cui soltanto quando la FIAT era chiusa per ferie lo strumento poteva essere utilizzato con la sua massima precisione”. Approfondiremo l’argomento con i ricercatori di INRiM. Riguardo all’Istituto Metrologico Gustavo Colonnetti, poi confluito nell’INRiM, si veda questa pagina.

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Grafene, un nuovo materiale 2D

Cosimo racconta di misure piccolissime:
“Negli ultimi anni le nuove tecnologie in ambito di scienza dei materiali ci hanno permesso di scoprire e maneggiare materiali con dimensioni dell'ordine del miliardesimo di metro o nanometro. Ebbene, tra i nanomateriali, spesso ci si parla di materiali a zero (0D), una (1D), due e tre dimensioni (2D, 3D). Nello specifico un nanomateriale è detto anche 0D se è così piccolo da poter esser descritto come un punto, 1D se è un materiale lungo e dallo spessore trascurabile, cosicché possa essere descritto dalla sola lunghezza (come per un ago da cucire), nanomateriale 2D se ha chiaramente lunghezza e larghezza ma spessore trascurabile (come per un foglio di carta) e nanomateriale 3D se rappresenta un oggetto così grande da richiedere lunghezza, larghezza e spessore per poter essere descritto (come un cubo o un dado). Per il mio dottorato, per esempio, ho la fortuna di lavorare con il grafene, ovvero un foglio nanometrico di atomi di carbonio che spesso viene indicato come "2D material". Sebbene questa 'nomenclatura a dimensioni' possa sembrare a volte strana e priva di misura, in realtà nel mondo delle nanotecnologie è molto utile, in linea generale, a catalogare i nanomateriali e a darne una classificazione in base alle loro proprietà geometriche”.

Al tema delle Nanotecnologie è dedicata una puntata della trasmissione Due pesi Due misure.
Stay Tuned!

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Città interconnesse

CA Technologies ITA @CA_Italy  ci scrive: “Sapevate che l’unità di misura più grande dei dati è il Monoicosebyte? Equivale a 1024 Icosebyte e a 1 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 Bytes. Uno storage invidiabile, che ne pensate? "

Abbiamo allora fatto una piccola indagine, e questa è la tabella delle misure della capacità di memoria: si parte dal byte.
kilobyte = 1024 byte
megabyte = 1024 kilobyte
gigabyte = 1024 megabyte
terabyte = 1024 gigabyte
petabtye = 1024 terabyte
exabyte = 1024 petabyte
zettabyte = 1024 exabyte
yottabyte = 1024 zettabyte
xenottabyte = 1024 yottabytes
shilentnobyte = 1024 xenottabytes
domegemegrottebyte = 1024 shilentnobytes
lcosebyte = 1024 domegemegrottebytes
monoicosebyte = 1024 Icosebyte

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Le misure a Padova

Al Palazzo della Ragione di Padova potete darvi appuntamento al "Canton dee busie", l'angolo delle bugie. Qui i commercianti tenevano incontri e scambi e gli eventuali disonesti potevano essere smascherati dalle misure padovane (lo staio, il brazzo e il coppo) scolpite - e ancora visibili - sulla parete del palazzo.
Una delle misure è il "quarèlo" che indica la dimensione dei mattoni: il termine è rimasto nella lingua dialettale per indicare porzioni smisurate di cibo.
Grazie a Valentina per la segnalazione.
Ci scrive Daiana (), per informarci che anche sul Duomo di sono incise le misure di riferimento per "smascherare" eventuali mercanti disonesti. Ci ha promesso anche una fotografia. Appena ci arriva, la pubblichiamo.

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luppolo non trattato

Arriva una segnalazione della Condotta Slow Food Monza e Brianza! Anche la birra ha la sua unità di misura. È l'IBU -International Bitterness Unit che i mastri birrai utilizzano per misurare l'amarezza della birra. Un IBU corrisponde a una parte per milione di isohumulone, il composto chimico che deriva dal luppolo, responsabile del gusto amaro della birra.  A IBU più elevati corrispondono concentrazioni maggiori dell'agente amaro.

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Coppia di buoi con aratro in Piemonte

Come #simisura l'estensione di un bosco? In metri quadri, in ettari, in chilometri, direte voi... sì, ma volendo anche in base al numero di maiali che vi potevano pascolare. Almeno così si usava, a partire dal VII secolo, nella PianuraPadana secondo la formula silva ad saginandum porcos centum, cioè «un bosco in grado di nutrire abbondantemente 100 porci».
Grazie a Niccolò per la segnalazione che proviene dal libro di Massimo Montanari, Alimentazione e cultura nel Medioevo, Edito da Laterza.

Su questo argomento ci arriva un contributo di Emanuele, che dai manometri (vedi sopra) è passato all'agricoltura: "In Piemonte è ancora diffusa come misura la "giornata", ovvero un lotto di terra di 3800 mq. Si chiama così perché è la quantità di terreno arabile con una coppia di buoi in una giornata. Un suo sottomultiplo è il trabucco! "

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Alpeggio in Val Biandino _ Lecco

Scrive Alessandra:

"In val Biandino, sopra Lecco, si usa come misura la paga. Corrisponde alla porzione di pascolo necessaria a sfamare una mucca, per il periodo dell'alpeggio. Non ho mai capito a quanto corrisponda. Però ogni anno i bergamini si ritrovano e in base a quante paghe hanno in proprietà o hanno avuto in affitto decidono quante mucche o manzi ognuno di loro può portare in valle.

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tactus, unità di misura nel rtmo musicale

Il contributo di Giulio:

"Mi sono sempre chiesto come si facesse a misurare il ritmo, la musica, in passato. Ho scoperto che fino al '700, per misurare il tempo musicale, si utilizzava il tactus, ossia il battito cardiaco preso dal polso. Da questa pulsazione partiva un sistema di proporzioni su cui si basavano tutti i tempi dell’esecuzione musicale. Il tempo del battito cardiaco non è standard e quindi il sistema di misurazione era estremamente approssimativo".

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Freccia rossa vince la Giraglia

Qualcuno ci ha parlato del nodo marino, altri ci hanno chiesto spiegazioni.
Troviamo su Focus e riferiamo: il nodo è una unità di misura per la velocità, equivalente ad un miglio nautico l'ora (1.852 m/h).
Il nome deriva dal modo con cui veniva calcolata la velocità di una imbarcazione: dal ponte si faceva scorrere in acqua una corda, con un certo numero di nodi posti a distanza costante (47 piedi e 33 pollici, cioè circa 16 m) l’uno dall’altro. Per tenerla tesa, all’estremità filata in mare era fissato un ciocco di legno (in inglese, “log”, che ancora oggi è il nome tecnico con cui si chiamano i contamiglia marini). Il cavo veniva fatto scorrere per 28 secondi, dopodiché si contavano i nodi finiti in acqua, che indicavano la velocità in miglia/ora.

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